“Nuova influenza: 36 nuovi casi a Parma – Testimonianza: “Mio figlio è guarito, ma nessuno vuole più giocare con lui” (Gazzetta di Parma 17/07/2009 )”
« Les Européens s’inquiètent de l’impact économique de la grippe A » (Le Monde 22.07.2009)
“Influenza suina, accaparramenti e polemiche” (Giornale del Medico on line 21.07.2009)
“Il farmacologo Garattini: per il vaccino grandi pressioni dalle aziende ed enormi interessi economici (Il Messaggero.it 23.07.2009)”
Questi titoli di giornali sono solo una minima parte delle notizie diffuse dalla stampa e dalla televisione sulla influenza A/H1N1, meglio nota come suina perché ha avuto inizio in Messico dai maiali, e dimostrano l’attenzione che viene rivolta a questo problema.
Un’infezione che si diffonde a livello mondiale costituisce sempre una grave e comprensibile preoccupazione per tutti, cittadini e governi, per l’elevato costo che può avere sia in vite umane e sia economico per spese sanitarie o per mancati guadagni.
Però è evidente la netta sproporzione fra il grado di allarmismo e l’effettiva gravità di questo tipo d’influenza che non sembra molto diversa dalle solite. Questi dubbi sono, inoltre, rafforzati dal fatto che negli anni scorsi le fonti d’informazione hanno diffuso il panico per la “mucca pazza”, per la SARS e per l’influenza aviaria che poi non hanno avuto il riscontro che ci si aspettava provocando, però, un vero disastro economico.
Non si capisce, poi, perché non viene rivolta alcuna attenzione ad altre malattie infettive che mietono vittime in tutto il mondo e che costituiscono un pericolo effettivo e non presunto come l’influenza suina.
Vediamo nei dettagli.
Il virus A/H1N1, attualmente in circolazione, si diffonde molto facilmente però sembra poco virulento, cioè non in grado di provocare gravi sintomi. Il timore è che possa modificarsi e diventare più virulento, però è solo un’ipotesi.
Fino al 16 luglio i casi confermati in Italia sono 258 senza alcun decesso (Fonte: ISS – Ministero – Comunicato 16 luglio 2009), i casi confermati in Europa sono 17.181 con 33 decessi mentre nel mondo, fino al 6 luglio sono in totale 111.542 con 429 decessi (fonte OMS update 58).
È importante notare che la mortalità per influenza è limitata a quelle persone gravemente defedate o affette da gravi malattie.
Invece nel 2003 la SARS, sindrome acuta respiratoria severa, è apparsa a Hong Kong, ha contagiato 8445 persone con 801 decessi (fonti OMS) e, secondo l’opinione di diversi economisti, sembra che sia costata circa 30 miliardi di dollari, il 2% del PIL dei paesi asiatici interessati.(LaVoce.info) soprattutto a causa del terrore diffuso fra la gente.
Per l’influenza Aviaria dal 2003 al 2009 sono stati segnalati 397 casi con 249 decessi (fonti OMS) soltanto in Italia è costata: 53,8 milioni di euro così suddivisi: 31.135.00 aiuti agli allevatori da parte delle Regioni, 16.700.000 aiuti agli allevatori da parte dello Stato. 5.500.000 per la prenotazione di 38 milioni di dosi di vaccino. 602.000 per l’acquisto di 150 mila dosi di un pre-vaccino destinato al personale sanitario di primo intervento.
Altra epidemia che ha sparso il terrore è stata quella della mucca pazza (BSE) di questa sono stati segnalati 100 casi di malattia trasmessa all’uomo con solo 3 casi fuori dal Regno Unito. I costi in tutta Europa sono stati enormi per numero di animali abbattuti, spese sanitarie e, soprattutto cambiamenti delle abitutdini di vita dei cittadini indotti dalla paura di contrarre la malattia.
Come si può notare ogni due-tre anni i mass media diffondono notizie allarmanti su possibili infezioni contagiose, di solito malattie trasmissibili dagli animali all’uomo, che creano il panico nella popolazione mondiale con risvolti economici molto gravi e spesso sproporzionati all’effettiva gravità del caso.
La tubercolosi, di cui nessuno parla, è tutt’altro che scomparsa e, secondo il più recente rapporto dell’OMS; nel 2007 le persone ammalate di tbc erano 13.700.000 delle quali 9.270.000 erano i nuovi casi, con 2 milioni di morti all’anno, 4 al minuto. Ma l’aspetto più preoccupante è che ogni anno si registrano 500.000 nuovi casi di tbc resistente alle terapie. È importante precisare che gli antibiotici contro la tbc risalgono agli anni 50-60 e sono in numero tanto ridotto che si possono contare sulle dita di una mano e quando si sviluppa la resistenza non ci sono altri mezzi di cura!
In Italia, nel 2007, ci sono stati 4527 casi di tbc (fonte Ministero della Salute).
Altra malattia di cui non si parla è la malaria che ogni anno causa un milione di morti dei quali il 73% sono bambini sotto i 5 anni e non interessa solo Asia, Africa e Sud America ma anche l’Europa.
Tra il 1995 e il 2005, i casi di malaria all’interno della Regione Europea sono diminuiti passando da 90.712 a 5072. Attualmente la malaria rappresenta un problema di salute pubblica in Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kirghizistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Uzbekistan.
In Europa esiste anche la malaria d’importazione
Ogni anno, infatti, all’interno della UE sono segnalati tra i 10 mila e i 12 mila casi di malaria d’importazione, anche se probabilmente è sottostimato.
Il discorso potrebbe proseguire su altre malattie come l’AIDS,ma penso che questo possa bastare per alcune riflessioni che lascio al più autorevole Prof. Silvio Garattini, Direttore del Centro di Ricerca Farmacologico Mario Negri di Milano, pubblicato sul Messaggero on line del 23 luglio scorso.
- “se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri Paesi non è necessaria”.
- “Il virus A/H1N1ha una virulenza mite”
- Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che “in realtà l’attività del farmaco è poca. Nell’influenza normale si risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia un grande affare a prenderlo”.
- “Certamente c’è una grande pressione da parte dell’industria, che ne trarrà molte risorse economiche”
- “non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere. Dunque, realisticamente, quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare strette misure igieniche”
- “…si sta focalizzando l’attenzione solo sulla nuova influenza, dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire dall’Aids”.
Luigi Fecci
