Legge Gelmini

Alcune considerazioni sulla legge Gelmini

Le legge Gelmini ha come scopo principale di raccogliere, in poco tempo, del denaro pescando in quel vasto mare degli sprechi in cui versa l’Italia. Non è una riforma perché non affronta in modo organico e secondo un preciso progetto tutti gli aspetti della scuola.
Fra i tanti settori di sprechi esiste anche quello scolastico: troppe scuole, troppi insegnanti senza parlare dei bidelli.
Come spesso purtroppo succede questa è una caratteristica soprattutto delle regioni meridionali mentre quelle del nord hanno già, come l’Emilia Romagna, provveduto a razionalizzare il sistema e ridurre gli sprechi.
Questa legge ha il pregio, se così si può dire, della rapidità ma il grosso difetto di non distinguere fra realtà diverse. Così quando riduce il numero dei bidelli non distingue fra quelle situazioni dove i bidelli sono utilizzati bene e quelle dove sono sprecati, allo stesso modo quando accorpa le scuole non distingue fra quelle di città, dove non si creano disagi agli alunni, e quelle dei paesini di montagna dove invece può avere dei risvolti addirittura funesti come la chiusura delle scuole.
Per Bardi la scuola è una risorsa fondamentale, indispensabile per le famiglie e per la sopravvivenza del paese e, quindi, molto bene hanno fatto i genitori a mobilitarsi e sensibilizzare tutta la popolazione, gli amministratori e le forze politiche, altrettanto bene ha fatto il preside ad attivarsi per salvaguardare la scuola.
Ieri sera ci si è chiesti in molti che cosa si può fare.
Io sono convinto che questa sia un’occasione molto importante per affrontare in modo nuovo ed efficace un problema che interessa tutti.
Invece di litigare fra di noi, come si è sempre fatto prima e come qualcuno cerca ancora di fare, occorre mettere da parte le convinzioni politiche e gli interessi particolari e fare fronte comune, fra di noi e con gli altri abitanti della Valceno per difendere la scuola.
Tutti, destra, sinistra e centro dobbiamo difendere i nostri interessi e non quelli delle forze politiche. Da una guerra fra poveri fra di noi ci rimettiamo tutti.
Bisogna che tutti, a prescindere dal credo politico, chiediamo, con forza e determinazione, ai nostri rappresentanti, che abbiamo eletto in parlamento, di impegnarsi per far modificare questa legge. Noi li giudicheremo per quello che avranno fatto o non fatto e ci comporteremo di conseguenza alle prossime occasioni elettorali.
Chi non ha fatto nulla o ha fatto finta di impegnarsi è meglio che non si presenti più in Valceno.
Sono convinto che questo sia l’unico modo per affrontare e cercare di risolvere i gravi problemi della nostra valle.

Luigi Fecci

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