Poesie

Primavera

 

È nato,

in una breccia del muro,

tra sassi e cemento,

un verde cespuglio.

Lontano,

nel folto del bosco,

tra i faggi e gli arbusti,

le gelide notti

sfidano impavidi

i teneri campanellini.

Negli umidi argini,

tra fango e radici,

le primule audaci

e le timide viole

sorridono al sole.

Lontano,

nascosto tra i rami,

il cuculo infido ci avverte

che è finito l’inverno.

Nei boschi d’infanzia

germoglian le fronde

e, sotto l’antico castagno,

tra i crochi e gli anemoni,

muoiono i frutti non colti.

Lontano, molto lontano,

ricordo una sera di maggio,

le rondini, il vespro

e il dolce profumo

di un glicine.

 

Notte d’agosto

 

Nel cielo stellato d’agosto

cerco,

tra costellazioni e galassie,

una stella cadente.

Ma lo sguardo e la mente

si perdono nell’immensità

dello spazio e del tempo.

Nel profondo mistero,

dove forze e materia

si scontrano,

in un incubo di solitudine,

annego.

D’istinto

chiudo gli occhi,

e la mente oltrepassa

il sottile confine

del mondo che non ha confini,

dove il passato nel futuro

dissolve,

dove lo spazio non ha misure

e un’intensa luce

i sogni e le utopie

infiamma.

Non sono più solo

e mi sento un gigante.

Gli occhi riapro,

e una stella cadente

il cielo d’agosto

attraversa.

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