Su questo argomento ormai è stato detto tutto e il contrario di tutto.
Voglio esprimere solo alcune brevissime considerazioni improntate, spero, al buon senso, senza entrare nei dettagli della legge.
Noi montanari siamo, da sempre e giustamente, molto legati alle nostre proprietà , più per motivi affettivi e per quello che rappresentano per noi che per il loro effettivo valore economico.
Lo dimostrano le liti e i dissidi annosi fra famiglie per pochi metri di confine.
Il campo più o meno incolto, il bosco o la casetta malridotta. che ci costa più di quello che ci rende, rappresenta la nostra storia, i sacrifici che hanno fatto i nostri padri in tempi di fame, ben peggiori di quelli attuali, il nostro orgoglio di montanari.
Questa legge, che nei paesi del nord Europa, dove è stata concepita, è molto importante, da noi è stata trasformata in una palese violazione della nostra proprietà, un oltraggio al nostro orgoglio soprattutto per due motivi:
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primo i confini sono stati stupidamente disegnati a tavolino, senza tenere conto delle realtà locali,
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secondo, e ancora più grave, è stata applicata sulle nostre teste senza coinvolgere i diretti interessati.
Il diffuso e profondo risentimento popolare è stato una giusta reazione a questa imposizione e dimostra che a Bardi c’è ancora carattere e interesse per il proprio paese.
Non credo che dietro questa operazione ci sia della malafede, ma solo negligenza e sottovalutazione del problema da parte di tutti gli amministratori di ogni schieramento.
Questo è stato il primo errore, il secondo è stato quello di utilizzare il problema SIC come lotta politica fra destra e sinistra con la grave conseguenza di aggravare le divisioni già presenti nel paese.
Cosa si può fare per rimediare ai danni?
La cosa più importante è rimanere uniti perché l’unione fa la forza e nelle guerre fra poveri siamo tutti perdenti, non abbassare mai la guardia ne lasciarsi prendere dalla stanchezza.
Se i SIC non è possibile abolirli bisogna renderli accettabili adeguando i confini e i regolamenti attuativi.
Una volta raggiunto questo scopo, occorre cercare di trasformare una sconfitta in una mezza vittoria, approfittando dei finanziamenti che saranno messi a disposizione.
Luigi Fecci